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Clonazione a chi conviene?

Un dibattito a margine della sconcertante proposta di clonazione dell'uomo.
Una riflessione per acquisire consapevolezza sulle conseguenze di ordine etico e politico.


Spunti dalla relazione del prof. G. Ceci.

"... non esistono sperimentazioni su materiale biologico destinate a rimanere tali. Deve esserci senz'altro la possibilità, anche solo teorica, di poterle utilizzare in qualche maniera. Nessun ricercatore accetterà mai di far rimanere le sue sperimentazioni confinate solo sulla carta. Prima o poi il suo ego caratteriale lo porterà a prospettarne l'utilizzazione. È un fatto del tutto e assolutamente naturale."

"... se si decidesse di clonare l'uomo con la tecnica usata per i bovini, ci troveremmo nelle mani anziché un prodotto pregiato, un prodotto sicuramente scadente: un prodotto dal codice genetico non aggiornato in senso umano o aggiornato in maniera del tutto diversa.
È proprio questa eventualità che apre lo scenario più inquietante della clonazione umana."

"Far avvenire la fecondazione in vitro, ovverosia in semplice provetta, non è affatto un atto tecnicamente complesso. Il fatto importante è che tale tipo di fecondazione ha messo nelle nostre mani quell'embrione che prima nasceva nel segreto del corpo materno e che, nell'irraggiungibilità di quel grembo, godeva del tranquillo mistero della vita.
Ma cosa è successo dal momento che lo abbiamo avuto nelle nostre mani?"

"... J. Testart, ricercatore che potremmo definire pentito nella storia della fecondazione, nel 1988 ebbe a dichiarare che la ragione del suo pentimento era legato, tra le altre, a questa considerazione: " Sarebbe venuto il giorno - ebbe a dire - che, proseguendo questi esperimenti, i cosidetti genitori avrebbero potuto scegliere i loro piccoli come al canile. In base al colore del pelo, alla lunghezza delle zampe e alla forma delle orecchie".
Ma questo, per il vecchio ricercatore, era assolutamente inaccettabile. E si allontanò così di scena."
In collaborazione con

La Vita Cattolica

Sala Scrosoppi - Seminario Arcivescovile - via Ellero, 3 - Udine - 6 febbraio 1998 dalle ore 18.00
Introduzione

Daniela Vidoni, responsabile regionale CISS

Aspetto scientifico

Gianpiero Ceci, già direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica della Facoltà di Medicina presso l'Università di Udine

Aspetto etico

Ermanno Lizzi, docente di teologia morale presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose

Aspetto giuridico

Renata Masotti, avvocato, esperta di diritto di famiglia e bioetica

moderatrice

Antonella Lanfrit, giornalista, redattrice del "La Vita Cattolica"

Seguirà dibattito
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